| Filosofia
progettuale dello studio Arkimedia
Project Studio intende da sempre la propria attività
quotidiana del “fare e pensare” architettura,
quale interpretazione di un “linguaggio architettonico”
che la stessa nostra attività vuole e deve esprimere.
Ma cosa si intende esattamente per linguaggio architettonico?
A tale quesito ritengo accreditabili due risposte esattamente
diametrali: una affermativa e l'altra negativa.
Se è affermativa e converremo che l'architettura ci
parla, ne consegue che dobbiamo cercare di capire cosa essa
voglia comunicarci.
Se la risposta è negativa, saremo costretti a fare
altre ipotesi. Per esempio, potremo considerarla come un fatto
esclusivamente tecnico: l'architettura è ciò
che ci protegge, ci copre e garantisce alcuni nostri bisogni
abitativi e basta.
In realtà l’approccio a questa
tematica è molto più complesso.
Osservate la stanza nella quale vi trovate: sicuramente ci
sarà una finestra. Se vi chiediamo: "a che serve?"
La risposta potrebbe essere: a garantire il ricambio d'aria
ed a far entrare la luce. Ma quella che io sto guardando in
questo momento, ha sicuramente anche la funzione di inquadrare
una vista della città. E', infatti, leggermente decentrata
rispetto alla posizione nella quale ci saremmo aspettati di
trovarla ed è messa in modo tale da evitare di inquadrare
un'area degradata che sta appena sulla destra. Passiamo, adesso,
alla vostra finestra che si trova al centro di una parete:
perché proprio li? Per nessun motivo apparente. Ma
se guardiamo l'edificio dall'esterno, vedremo che la stessa
finestra, insieme ad altre disposte ad intervalli regolari,
fa parte di un disegno generale della facciata. E che la semplicità
e regolarità delle aperture è funzionale al
sobrio disegno di un edificio che vuole inserirsi nel contesto
urbano, senza emergere troppo rispetto agli altri (se, infatti,
le bucature fossero state una diversa dall'altra e tutte di
forma strana e irregolare, avremmo fatto la considerazione
opposta e detto che la finestra era funzionale a realizzare
un edificio che, per qualche motivo, voleva staccarsi dal
contesto).
Se siamo riusciti a trarre alcune informazioni, anche non
banali, da due semplici finestre, vedendo nella prima una
valenza paesaggistica e nell'altra una strategia di inserimento
nella città potremmo pensare che, se avessimo esaminato
non solo una parte ma l'intera costruzione, avremmo tratto
molte più informazioni.
Infine, se avessimo esteso ulteriormente la nostra analisi
agli edifici adiacenti o all’intera via in cui essi
si trovano, e di seguito all’intero isolato e così
via, le indicazioni e le informazioni che ne avremmo tratto
ci avrebbero portato ad un insieme di dati che nel loro complesso
potremmo identificare con ciò che noi intendiamo per
linguaggio architettonico.
Secondo il nostro modo di intendere tale
linguaggio però, tutto ciò si estrae (o per
lo meno così è nelle nostre realtà progettuali)
da un fattore di imprescindibile importanza: le esigenze e
le aspettative della committenza.
È infatti fattore predominante nelle nostre progettazioni,
l’attenta analisi delle esigenze e delle aspettative
che ciascun committente intende vedere realizzate a mezzo
del nostro operato progettuale. Ma non solo. La committenza
viene sempre integrata nel processo progettuale, ove anche
le scelte finali relative a materiali, finiture, colorazioni
e decorazioni, sono oggetto di analisi e scelta congiunta.
Tali esigenze (talvolta esplicite necessità),
debbono necessariamente trovare un punto di incontro equilibrato
tra i molteplici fattori che compongono l’elemento progettuale
nel suo aspetto (tipologia, forma, dimensioni e materiale
costruttivo), nella sua fase progettuale (impatto ed inserimento
nell’ambiente, metodica e costruzione degli spazi interni
ed esterni, scelte progettuali) e quindi nella sua realizzazione.
L’attenta mediazione tra le esigenze
del committente e la razionalizzazione dei fattori compositivi
su citati rispecchia esattamente la filosofia progettuale
dello studio.
È comunque importante precisare
che il risultato dell’intervento progettuale tiene sempre
conto della protezione e del rispetto dell’equilibrio
ambientale preesistente, attraverso l’impiego attento
di materie locali, della limitazione degli sprechi e della
produzione di agenti inquinanti, dell’impiego di materie
non dannose all’uomo ed all’ambiente e quindi
ad un consapevole uso dell’ etica |
ambientale applicata al recupero edilizio, ove l’uso consapevole
del territorio, delle risorse e dei materiali risulta elemento
indispensabile e di qualità del risultato progettuale
proposto.
Infine, considerato che l’espressione delle nuove progettazioni
in realtà è quasi sempre frutto delle esperienze
trascorse, concluderemo questa nostra presentazione con una
citazione di Edoardo Persico, uno dei più importanti
critici italiani, della prima metà del novecento. Persico
diceva: l'architettura è sostanza di cose sperate.
Perché è la concretizzazione in pietre e mattoni
del sogno del nostro futuro. E a questa prospettiva, e solo
a questa, è lecito finalizzare l'interpretazione, cioè
la lettura critica, del nostro passato.
Collaborazioni con studi esterni
Fin da prima della sua costituzione il titolare prima e lo
studio poi, hanno collaborato con alcune strutture italiane
ed estere.
Particolare importanza riveste quella esercitata con lo studio
Molina di Bellinzona (CH), tra 1985 ed il 1994, epoca in cui
è maturata la parte formativa delle conoscenze ed esperienze
professionali.
Ancora oggi permane una fattiva realtà collaborativi
tra i due studi che, nell’ipotesi di “gruppi di
lavoro” in ambiti internazionali, vengono proposti all’interno
di un pool di studi in associazione temporanea, per la partecipazione
a concorsi ed incarichi di varia natura.
Progetti e Realizzazioni Edilizie principali:
(*) progetti e studi eseguiti in collaborazione e/o per conto
dello studio Renzo Molina di Bellinzona – Canton Ticino
(CH)
1985
Ristrutturazione residenza a Venezia Cannaregio 3412
1986
Ristrutturazione uffici direzionali in Venezia Cannaregio
4772
1987
Ristrutturazione in Venezia Cannaregio 3277
1988
Ristrutturazione residenza a Venezia S.Polo 6001
1989
Ristrutturazione residenza a Venezia S.Marco 3001
Progetto di ristrutturazione fabbricato commerciale-residenziale
Bavarese a Bellinzona (CH) (*)
1990
Ristrutturazione residenza a Venezia S.croce 1643
Ristrutturazione uffici direzionali a Venezia S.croce 1643
Progetto per la realizzazione di un Centro di Manutenzione
e Polizia Autostradale Cantone Vod (CH) (*)
1991
Ristrutturazione residenza a Venezia Castello 6015
Ristrutturazione residenza in Mestre Via A.Aradam 18
Progetto di ampliamento della Banca dello Stato del Cantone
Ticino in V.le Stazione a Bellinzona (CH) (*)
1992
Ristrutturazione residenza a Venezia Castello 6005
Progetto area direzionale Valecenter a Marcon (VE)
Progetto di costruzione fabbricato commerciale-residenziale
Ass.ni Elvia – Bellinzona (CH) (*)
Progetto di restauro antico ossario e camera mortuaria a Cugnasco
(CH) (*)
Studio, analisi di impatto ambientale e verifica fattibilità
dei tracciati ferroviari nuova “Transalpina” Chiasso-Gottardo
(CH) incluso il progetto di portali galleria e barriere acustiche
(*)
Progetto di ampliamento della Banca UBS Sede principale di
Bellinzona (CH) (*) |